Gli errori della medicina ufficiale – Corsi e ricorsi – La scoperta rivoluzionaria di Ignác Semmelweis

di Davide Baroni

ARCHEOMITO – Ignác Semmelweis (1818-1865) è stato un medico ungherese noto come il “Salvatore delle madri” per i suoi pionieristici contributi alla prevenzione della febbre puerperale. Nato a Buda, studiò medicina all’Università di Vienna, dove iniziò a lavorare nel reparto di ostetricia. Nel 1847 scoprì che il lavaggio delle mani con una soluzione di cloruro di calce riduceva drasticamente i tassi di infezione e mortalità tra le donne che partorivano. Nonostante le evidenze, le sue scoperte furono inizialmente ignorate o respinte. Vediamo più nel dettaglio.

Nella metà del XIX secolo, la febbre puerperale era una delle principali cause di morte tra le donne che partorivano negli ospedali europei. Questa condizione, un’infezione generalizzata sviluppata dopo il parto, portava infatti a un alto tasso di mortalità. La comunità medica dell’epoca brancolava nel buio, attribuendone la causa a “miasmi” o altri concetti non scientifici. Nessuno sospettava che derivasse invece dalla trasmissione di microrganismi. In questo contesto, Ignác Semmelweis iniziò a lavorare all’Ospedale Generale di Vienna, dove fu assegnato a due cliniche ostetriche. Queste cliniche offrivano un’opportunità unica per confrontare i tassi di mortalità poiché erano gestite in modo differente: una da medici e studenti di medicina, l’altra da ostetriche. Trascorso un po’ di tempo nelle due cliniche, Semmelweis notò una differenza significativa nei tassi di mortalità: nella clinica dei medici, la febbre puerperale era molto più comune rispetto alla clinica delle ostetriche. La domanda che lo tormentava era: Perché questa disparità se entrambe le cliniche trattavano casi simili?

Un evento cruciale nel 1847 portò a una svolta. Un suo collega, Jakob Kolletschka, morì a causa di un’infezione contratta accidentalmente durante l’esecuzione di un’autopsia. L’analisi effettuata sul corpo del collega rivelò sintomi simili a quelli delle donne decedute per febbre puerperale. Questo evento convinse Semmelweis che la causa della febbre puerperale fosse la trasmissione di particelle infettive dai cadaveri alle partorienti attraverso le mani dei medici.

La soluzione: lavarsi le mani
A quel tempo, i medici eseguivano autopsie e poi, senza lavarsi le mani, visitavano le partorienti. Semmelweis ipotizzò che le mani sporche fossero il veicolo della malattia. Per testare questa teoria, introdusse una pratica rivoluzionaria per l’epoca: il lavaggio delle mani con una soluzione di cloruro di calce, una sostanza in grado di eliminare i residui organici e di agire come disinfettante. I risultati furono immediati e straordinari. Nella clinica gestita dai medici, il tasso di mortalità scese dal 18% a meno dell’1%. Questo esperimento rappresentò la prima dimostrazione pratica dell’importanza dell’igiene nella prevenzione delle infezioni, sebbene la teoria dei germi non fosse ancora stata formulata. Semmelweis non si limitò a osservazioni superficiali; documentò i risultati in modo meticoloso, confrontando i dati prima e dopo l’introduzione del lavaggio delle mani. Notò anche che la febbre puerperale era quasi assente nelle donne che partorivano a casa, lontano dalle mani contaminate dei medici. Questo confermava ulteriormente che il problema non era intrinseco al parto, ma alle condizioni igieniche negli ospedali. Per rafforzare la sua tesi, Semmelweis esaminò i casi storici e trovò che i focolai di febbre puerperale erano sempre correlati a una mancanza di igiene.

Nonostante le evidenze schiaccianti, la comunità medica reagì con ostilità. Molti medici si sentirono offesi dall’idea di essere accusati di causare le morti delle pazienti. Inoltre, Semmelweis non era un comunicatore carismatico e, spesso, il suo fervore nel difendere la sua scoperta lo portava a scontri personali con i colleghi. I pregiudizi dell’epoca contribuirono a respingere le sue teorie. L’idea dominante era che le malattie fossero causate da squilibri umorali o influenze atmosferiche, inoltre Semmelweis non riuscì a collegare la sua pratica alla nascente teoria dei germi, che avrebbe trovato piena accettazione solo decenni dopo con i lavori di Louis Pasteur e Joseph Lister. Il rifiuto della comunità medica non solo impedì l’adozione diffusa delle pratiche igieniche di Semmelweis, portando alla morte di molte altre donne durante il parto, ma contribuì anche al declino personale di Semmelweis. Isolato professionalmente e sopraffatto dalla frustrazione, il medico cadde in una profonda depressione e mostrò segni di disturbi mentali. Morì tragicamente nel 1865, internato in un manicomio, senza vedere il riconoscimento delle proprie scoperte.

L’eredità di Semmelweis
Oggi Semmelweis è ricordato come il pioniere dell’igiene medica e il “Salvatore delle madri.” La sua storia è un potente monito sull’importanza di accogliere le nuove scoperte scientifiche con apertura e curiosità, mettendo da parte pregiudizi e orgoglio professionale. Cosa che, purtroppo, anche di recente non è avvenuta. Si è preferito denigrare chi andava contro le direttive osannate come “scientifiche” ma che poi si sono dimostrate inefficaci. Ancora una volta gli accademici si sono comportati come avevano fatto con Semmelweis, denigrando chi diceva cose diverse dall’establishment e impedendogli di lavorare e salvare vite umane… ma il tempo sarà, come sempre, galantuomo.

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